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venerdì 28 novembre 2014

Approcci

Il wargame design è come la creazione di una canzone.
C’è chi parte dalla musica e vi adatta le parole e chi invece prima elabora un testo e poi lo riveste con una melodia ritagliata su misura.
Due approcci legittimi.
Due estetiche diverse.

Così, nella creazione dei regolamenti, alcuni autori partono dal contesto generale (per esempio:catena di comando, movimenti tattici, coperture, fuoco, morale, nebbia di guerra, etc. in uno scontro a livello di Plotone durante la WWII, in Europa Occ. dopo lo sbarco in Normandia) per poi elaborare le meccaniche che possano definirlo, interpretarlo  e sintetizzarlo sul tavolo.
Altri autori invece prima elaborano un set rigido di regole di gioco “neutre”, funzionali e super-testate, per poi adattare ad esso la realtà desiderata, con un accurato lavoro interpretativo ex-post.

Il primo metodo, più “passionale” e strettamente legato al background scelto, genera sistemi unici, aperti, altamente emendabili,  ma difficilmente trasponibili sul piano storico-ambientale o su quello dei livelli di comando.
Il secondo metodo, più “rigido”, produce sistemi di gioco piuttosto normativi, ad alta diffusione e spesso seriali (stesse meccaniche collaudatissime per epoche, ambientazioni e/o livelli di comando diversi). 

Due approcci legittimi.
Due estetiche diverse.
Anche per il giocatore.

Non si tratta di giudizi di valore ma di osservazioni empiriche nate per caso dopo la lettura di due must della Osprey sulla WWII (nella foto in basso).
Quando la lettura e la successiva applicazione di un regolamento vengono reinterpretati alla luce della Storia Militare (ben scritta), ciò che avviene su un tavolo da wargame può assumere un significato nuovo.
Più soddisfacente.


sabato 30 agosto 2014

Il blocco del Wargamer


Anche il wargamer ha il suo “blocco”.
Ma a differenza di quello dello scrittore, è determinato da fattori meno psicologici e più legati alla realtà fattuale.
I fattori realmente determinanti sono 2:
il primo è la mancanza di altri giocatori “in loco” (fa eccezione la gloriosa categoria dei giocatori in solitario);
il secondo è la mancanza di uno spazio decente e facilmente fruibile in cui tenere il materiale in maniera fissa e dove incontrarsi per giocare con una certa costanza (la portabilità, è una pia illusione).
I due fattori sono autoesplicativi.
Tante volte, per esempio, elaboro progetti interessanti, che però non superando la domanda: “e poi con chi/dove gioco?”  perdono senso.
Detto questo, ci sono anche tutta una serie di muri psicologici, dall’indecisione alla mancanza di accordo, dalla differenza di gusto per tipologia di miniature, periodi storici, regolamenti a differenti modalità di approccio all’hobby.
Ma tutti comunque temporalmente conseguenti al fatto che ci sia già qualcuno con cui condividere e un luogo in cui giocare.
Come vedete, non ho considerato la mancanza di tempo, perché penso che sia davvero l’ultimo dei problemi.

Tommies and the wall

domenica 19 gennaio 2014

La creatività e le sue gabbie

L’ultimo post che ho scritto (Che soddisfazione!) mi ha ispirato una riflessione.
Si fa un gran parlare di come coinvolgere le persone nell’hobby del wargame.
C’è addirittura chi parla a cuor leggero di…  “fare proselitismo”.
E’ un concetto che, per mia formazione, mi mi mette a disagio.
Sta passando sempre più l’idea fuorviante che il solo modo per “coinvolgere” chi è a digiuno di wargame sia preparare tavoli ultra-professionali, con ambientazioni e miniature ineccepibili. 
Che errore! 
La creatività non è un fatto semplicemente tecnico. 
La creatività è inclusiva. MAI esclusiva.
E non ha canoni. Che piaccia o no, non ne ha.
Spero che dopo le scuole di calcio e quelle di scrittura creativa, qualcuno non pensi di fondare le scuole di wargame. 
Una volta sono stato ripreso per aver scritto “facciamo una partita a wargame?”. 
"Partita? Non è mica un gioco, caro mio!!!", mi hanno detto.
Infatti è un GAME…….
Sapete: mi rendo sempre più conto che per appassionare le persone intelligenti la "Creazione Perfetta" conta (conta?) molto meno dell’atto primordiale del creare dal nulla e da sè stessi. E che il creare per piacere, diletto e divertimento, anche improvvisando, è indipendente da qualunque tecnica o tendenza del momento.

Fidatevi. 




lunedì 13 gennaio 2014

Promemoria con Cartolina (per un piccolo progetto)

Promemoria: 
stilare un elenco degli elementi essenziali  per rendere attiva l'indomabile  passione per i “combattimenti tra soldatini”, tenendo conto della necessità dei seguenti fattori:
un COSA, un DOVE, un COME+CHI e un QUANDO.

Svolgimento:
COSA: No Problem!!! 
Senza ombra di dubbio, Crossfire! Non esiste nulla di meglio, di più entusiasmante, di più smart!!! 
In realtà ho il materiale "pronto uso" e una gran voglia di WWII!!! 
E poi non sono il solo a conoscerlo.

DOVE: allo stato attuale è il limite più grande, al punto da apparire quasi insormontabile. 
Se si trovasse un luogo anche piccolo, che non costringesse a fare chilometri o a sorbirsi temperature troppo alte o troppo basse, o fastidiose zanzare, saremmo davvero a buon punto (direi all'80% del percorso)!!!

COME+CHI: semplicemente con una singola battaglia, giusto per passare qualche ora insieme senza complicazioni e farsi venire un redivivo appetito per il Wargame (il "COME"), combattuta dal Manipolo in formazione  super originaria, tipo Reunion da vecchio gruppo rock, tenendo conto del fatto che qualcuno di noi abita piuttosto lontano (il "CHI"). 
Non sarebbe facile. Ma comunque possibile.

QUANDO: ovviamente è l’ultimo dei problemi, in ordine cronologico, in quanto irrealizzabile senza i precedenti  .....ma la calma è la virtù dei forti…

Conclusione:
Vedremo, vedremo: al limite questo post, sarà stato una simpatica cartolina!!! Un saluto a tutti!!!!!



sabato 28 settembre 2013

Approcci


Sento di dover cambiare molto dell’approccio passato.
Sento che, in fondo, nel mondo del divertimento, ciò che conta è ciò che piace e non ciò che vorremmo ci piacesse. Il concetto (non mio) è più profondo di quel che sembra, e merita una certa riflessione. 
Il primo passo è stato organizzare un semplice luogo in cui giocare, il secondo sarà ritrovarne il gusto originario. 
Amo le miniature in plastica. Soprattutto i tradizionali 1/72.  
Hanno una bellezza insita, anche non dipinti.
Sono miniature indipendenti, libere da obblighi.
Puoi usarle così come sono e sentirti cmq soddisfatto.
Sento di dover armarmi di una buona dose di chissenefreghismo (non menefreghismo, attenzione), distanziarmi da ogni preconcetto limitante, e andare dritto al nocciolo della questione: gusto e divertimento.
Il resto, eventualmente verrà dopo.
Con questo approccio, sono andato in garage alla riscoperta del passato e ho tirato fuori queste miniature della Korean War (IMEX) che da tempo giacevano inutilizzate.
Belle.





sabato 27 luglio 2013

Top Dog...


Quando posso continuo ad interessarmi di Wargame.
In maniera generica, per non mollare del tutto la presa.
Continuano ad essere sfornati regolamenti, soprattutto sul mio periodo preferito (WWII).
Come nel mercato dei libri, della musica e dei videogiochi, la gara è quantitativa più che qualitativa e bisogna avere discrete capacità selettive per evitare sprechi.
Nonostante esperienze negative e consigli contrari, resto legato a Crossfire.
Per la sua sincerità senza compromessi e perché ad oltre 15 anni dalla sua pubblicazione, rappresenta ancora una sfida all’ortodossia imperante.
Sarò monotematico, ma faccio una fatica enorme a studiare altri regolamenti.
Mi piace sfogliarli, farmi un’idea delle meccaniche essenziali, guardare le figure, ma mi blocco quando si comincia a scendere nei particolari.
Mi annoio. Moltissimo.
E torno a Crossfire.
Che sia una battaglia persa o meno, mi importa poco.
E’ che sia un regolamento difficile, ancora meno.
E' quello che mi ha opposto meno resistenza, sin dall’inizio.
E tanto mi basta.
Spero solo di battere definitivamente il mio Top Dog per antonomasia: la mancanza di prospettive di gioco.
Per me, il fattore più scoraggiante.
Per non restare completamente sul generico, in quest’estate piena di lavoro e senza un briciolo di tempo, apprezzerò suggerimenti su una decisione di ripartenza: le Miniature.

Questo il ventaglio di possibilità che mi sono dato:

  • 1/72  "Valiant";
  • 15 mm "Plastic Soldier Company";
  • 10 mm "Pendraken".
 Che ne pensate?

giovedì 6 dicembre 2012

Closed

Ammetto di non essere riuscito nè a realizzare nè a trasmettere ciò che volevo sul Wargame, così alla fine i promettenti "Venerdì del Manipolo" si sono rivelati ben poco entusiasmenti fino a perdere attrattiva.
Cose che capitano. Niente di grave.
Ne approfittiamo per "resettare" il tutto e, appena possibile, ricominciare dal punto zero. 

 

domenica 30 settembre 2012

La serietà del gioco


Mi è piaciuta la frase di un amico, talentuoso artista del Wargame.
“Noi chiamiamo giochi quelli che in realtà giochi non sono. E ciò crea dei problemi”
Ci vuole un pizzico di serietà per vivere appieno il Wargame.
Nel senso che a volte ci ostiniamo a trattare il nostro hobby solo come semplice gioco e perdiamo di vista il fatto che dietro un regolamento serio, cioè fatto con cura e professionalità, c’è lo studio di tattiche, strategie, formazioni, terreno, armamento, catene di comando, coesione delle truppe, e molto di più.
Capendo cosa c’è dietro, capiamo cosa stiamo facendo addobbando il nostro tavolo, costruendo il nostro esercito, incollaando più di un soldatino su una singola basetta e prendendo misure da una parte e dall’altra.
Senza un po’ di storia (anzi Storia) i Wargamers sono meri applicatori di insiemi di regole e regolette astratte e artificiose e un tavolo si riduce a sintesi illusoria di convinzioni distorte.
Forse il segreto è rallentare dai soliti ritmi e darsi il tempo e il gusto di capire.

Scusate il pensiero………

; )

venerdì 7 settembre 2012

FIRED!!!


Ebbene si. Nonostante tutti i discorsi fatti finora, CROSSFIRE ha finito per essere licenziato. 
Davanti ad una birra ghiacciata, nel centro storico di Lecce, tra puzza di monnezza e calura estiva, GIORGIO sbottava delicatamente: "...mi sono rotto di tutti 'sti SUPPRESSED ... ". 
Ok, insomma, sono rimasto un po' così. 
Ma prima o poi doveva succedere.
Anch'io in fin dei conti ne ho abbastanza di Crossfire.
Di quanto lo giochiamo da schifo.
Cmq l'ho difeso fino alla fine: "dovreste imparare a visualizzare meglio...è un gioco astratto...se immaginate le cose giuste capirete che è più realistico di quanto sembra....una basetta non è una squadra ma l'essenza della squadra....un SUP può essere tante cose". 
........silenzio......cinico silenzio.....glaciale, glacialissimo silenzio.........
I Brothers sanno essere davvero....TERRIBILI...... !!!!!
Alla fine me ne sono uscito con una frase leggendaria: "Ammetto che la mia è più che altro una difesa letteraria del regolamento, che cmq trovo più che geniale, ma mi sono strarotto le balle anch'io".
Vi dirò, mi sono sentito "liberato".
Per dirla tutta, mentre GIORGIO metteva fuori un improbabile fogliettino con un regolamento creato da lui, di cui non ho capito assolutamente nulla, elogiando a mezza bocca le qualità di OPERATION WWII di Torriani, MARCO gli impediva prontamente di continuare imponendo a tutti DISPOSABLE HEROES (Iron Ivan), che però non ha mai letto. 
Infatti ho dovuto leggerlo io. 
Lui dice che ha visto dei video......boh? 
Lo accontentiamo, tanto non conta un ciufolo visto che tra un po', il traditore, emigra al Nord.............
(...alla prossima...stasera ci vediamo...in garage....) 

sabato 25 agosto 2012

Vacanze senza Wargame


Nonostante vacanze e tempo libero, l’estate se ne va senza Wargame. 
A dirla tutta non ci ho pensato più di tanto, a parte aver ripreso e subito abbandonato per noia un paio di regolamenti WWII che neanche cito.
In compenso tanto mare “sutta a ‘ccasa” (trad. “sotto casa”). 




 
Nelle serate silenziose della mia campagna, tra nugoli di zanzare ed insetti mai visti prima, io e la mia consorte abbiamo scoperto CARCASSONNE, divertendoci davvero tanto (4 regolette semplici semplici ed una struttura tattica decente). Piacevolissimo.
In questi anni ho snobbato i giochi da tavolo.
Post-It: ricordarsi di rivedere le priorità “gameistiche”.

Un curioso insettino attacca un mio seguace




venerdì 27 luglio 2012

Fare scelte e poi procedere (ancora riflessioni...)

Restano pochi giorni, poi si ritorna al lavoro.
Le riflessioni estive hanno confermato la mia grande passione per Crossfire che, sempre più, sembra essere diventato il regolamento del Manipolo. 
La mia più grande ispirazione deriva da MATAKISHI, il grande “anti-solone” del Wargame che nessun “solone” osa controbattere: un artista dell’Hobby, allergico alle pignolerie pretenziose.

Ieri pomeriggio ho acquistato la Fanteria Inglese WWII della Italeri (1/72) con l’obiettivo iniziale di preparare un esercito Inglese base per Crossfire (una Compagnia con F.O. e 3 HMG). I miei vecchi eserciti sono completamente rovinati ed io ho voglia di riprendere a dipingere qualcosa. Ho abbandonato l’idea dei 10 mm perché penso che per Crossfire sia meglio utilizzare miniature più grandi. Forse è solo una questione di occhio abituato a certe proporzioni, ma il concetto di “distanza d’efficacia delle piccole armi” rende il tavolo uno spazio “concentrato”, in cui  la Fanteria deve avere la sua giusta visibilità.


Da uomo saggio e diligente, seguendo i preziosi suggerimenti degli amici del Forum di Dadi e Piombo ho provveduto a lavaggio e asciugaggio degli sprues.


Stavolta provo queste basette, ricavate da  pannelli colorati trovati al Brico (Multiexel - PVC).

 
Pian piano sta maturando un piano particolare per Crossfire e più complessivo per il Wargame in generale, ma per ora non anticipo niente.

giovedì 26 luglio 2012

Vacanze e riflessioni (II)

Lo ammetto: il Wargame mi piace troppo, al punto che andrei avanti anche da solo.
L’ho capito perché quando voglio rilassarmi istantaneamente, penso al mio tavolo e a cosa vorrei vederci combattere sopra.
L’ho capito perché ammirando un bel panorama non posso fare a meno di popolarlo di “basette” cariche di soldatini.
Dirò di più: le collinette umbre hanno avuto una funzione didattica.
Mi hanno permesso di immaginare le proporzioni possibili tra eserciti e terreno.

Nelle FOTO 1. e 2. il panorama (zona di Todi) potrebbe essere ciò che vede un Generale sul campo di battaglia, da una posizione leggermente più elevata. Ora capisco cosa potrebbe essere una basetta di Fanti che si muove su un tavolo, da un elemento scenico all'altro.
FOTO 1

FOTO 2

  
Le Foto 3. e 4. potrebbero essere adatte a de-astrattizzare un tavolo per Crossfire.

FOTO 3

FOTO 4

Le Foto 5. e 6. rasentano la follia. Muro di una casa in pietra. Potrebbe essere un tavolo per Crossfire?

FOTO 5

FOTO 6

Vacanze e riflessioni (I)

Non ci sono dubbi. 
Staccare la spina per un paio di settimane è del tutto salutare. 
La mente si rigenera velocemente e, per un po’, ci si sente ben carichi di energia.
Non ho potuto fare a meno di riflettere anche su alcuni aspetti della mia attività wargameistica e sono giunto a qualche conclusione (con annesse piccole decisioni) di un certo interesse.
Ma non ne voglio ancora parlare.
Per il momento vi lascio con qualche foto a tema scattata nelle mie rilassanti passeggiate tra i borghi della splendida Umbria.









venerdì 15 giugno 2012

Il "Sintetizzatore" folle

Le pause agevolano la conclusione di ciò che abbiamo lasciato in sospeso.
E concludere qualcosa, aiuta.
Ho completato, finalmente, la "sintesi" di Crossfire, ovvero: "serie di appunti sintetici pronto-uso realizzati rigorosamente a mano per un regolamento tutto genio e sregolatezza, moooolta sregolatezza!!!".
Non posso farne a meno. 
Di fronte ad un Regolamento scatta l'istinto del "sintetizzatore/riduttore": elenchi, tabelle, schemi, riassunti, frasi chiarificatrici, riduzioni "ai minimi termini".
La sintesi di Crossfire, nel tempo, si è arricchita di note e post-it, che rispondono in tempo reale a questioni spinose: Close Combat e Reactive Fire le più dibattute tra gli appassionati. 
E Crossfire è generoso di aspetti oscuri e molto discutibili. A volte vere e proprie contraddizioni.
Mi sono aiutato ponendo domande all'efficientissimo Crossfire Yahoo Group.
Comunque, giocando e rileggendo, scopro sempre di non aver capito qualcosa...
Ma non divaghiamo.
Nel tempo è venuto fuori un "capolavoro" un po' naive, non bello a prima vista, ma di elevatissima fruibilità e facilmente integrabile se necessario!!!
Viva la sintesi!!! 
A chi toccherà ora?