Mancanza di tempo, limiti di spazio, organizzazione, obiettivi, impegni, scadenze, competitività, precisione, perfezionismo, rigore, etc.
Ve lo dico. Sono stanco.
Stanco di constatare, sempre più spesso, che anche il nostro hobby è preso nel vortice del vivere moderno, vittima del ritmo mangia-tutto di uno stile che non mi appartiene. E mai mi apparterrà.
Dico basta.
Da ora si naviga a vista. Ci si asseconda. Si vive l’hobby alla giornata.
Fantasia e creatività al posto di regole, regolamenti, strati di colore e rappresentazioni rigorosamente in scala.
Ammettiamolo pure: il Wargame è un hobby complesso. Chi lo nega, imbroglia.
E la sua complessità è una cosa buona se la si sa gestire, se si possiede un buon bagaglio di esperienza e una buona preparazione di base nei diversi campi che lo compongono.
Se questi requisiti mancano e non c’è tempo, spazio o voglia per acquisirli (sveglia!!! Non si tratta di colpe o difetti, né di fatti rari!!!), la complessità non è gestibile e diventa…complicazione (una cosa brutta e frustrante) che nega il divertimento e porta inesorabilmente alla resa. O a perdersi in mille rivoli inconcludenti.
Giocare non ha bisogno di tutto questo perché non è nulla che debba farsi "a tutti i costi".
Giocare non è lavoro, non è obbligo, non è priorità, non è eccellere.
Giocare è creare e ricrearsi, inventare e divertirsi, quando è possibile.
E’ "altro" dal lavoro. E’ "altro" dalle giuste responsabilità quotidiane. E’ "altro" dal rincorrere obiettivi.
E', dunque, altro, ciò che farò da ora in poi.