sabato 10 gennaio 2015

Tutto qui

E' mia salda convinzione che l'ostacolo più insidioso per un appassionato di Wargame tridimensionale è la mancanza di uno spazio indipendente
E non parlo di una postazione per dipingere, che tutto sommato può essere anche portatile (io sono un fiero sostenitore del fascino dell' "unpainted plastic" in 1/72), ma di un Tavolo decente da poter lasciare allestito, pronto per sperimentare il regolamento del momento, o visualizzare uno scenario, o giocare quando pare e piace, magari in solitario e nei ritagli di tempo. 
Tutto qui.

 





sabato 20 dicembre 2014

Krosmaster Junior: WOOOW!!!!!!!!!!!

Mi hanno regalato Krosmaster Junior!!!!!!! O meglio, me lo sono fatto ''opportunamente'' regalare per piccole sfide in famiglia.
A parte la bellezza delle statuette, la semplicita' del gioco ha entusiamato i bambini, che si sono lanciati subito nei mini-scenari di cattura dei "famigli". Divertimento puro e promessa di un gioco che crescera' in interessa man mano che si andra' avanti con le regole.




giovedì 18 dicembre 2014

Appunti ''visivi' per uno scenario introduttivo (Crossfire 1/72) (III)

Tutto quello che avete visto sul tavolo nei post precedenti, deve diventare facilmente trasportabile. Vado particolarmente fiero delle soluzioni trovate (sia i contenitori che il borsone). Il tutto non solo e' molto leggero, ma lascia spazio ad eventuali aggiunte che, inevitabilmente ci saranno.
Osservate le cassettine contenenti le basette (ogni cassetta contiene una Compagnia piu' 2 Bazooka) e quella con i segnalini. Comodissime!!!
A questo punto non vedo l'ora di giocare.
Prossimo passo: realizzazione di uno scenario introduttivo per spiegare le regole fondamentali di Crossfire.







Appunti ''visivi' per uno scenario introduttivo (Crossfire 1/72) (II)

Rieccomi. 
Il progetto ha avuto rapidi sviluppi a costo praticamente ''zero''. Ho un nuovo panno marrone, pensato per il tavolo 75 cm x 75 cm (allungabile fino a 75 cm x 150 cm). Ho rifinito gli elementi scenici rimpicciolendoli un po', e ho infoltito gli alberelli.
Tenendo conto che ho gia' disponibili una Compagnia di Fanti Americani ed una di Para' Tedeschi, la giocabilita' e' assicurata.
Prossimo step: la trasportabilita'.





martedì 16 dicembre 2014

Appunti ''visivi' per uno scenario introduttivo (Crossfire 1/72)

Sto provando a mettere in pratica  una vecchia idea per uno scenario introduttivo per Crossfire 1/72, su un tavolo 75cm x 75cm. Questi i primi appunti ''visivi' sono stati realizzati molto velocemente, ma a breve dovrei raffinare progetto.




domenica 30 novembre 2014

Appunti per un progetto mai abbandonato

Dopo molto tempo torno a divertirmi con l'idea che aveva generato i vari MdE Projects
O meglio, ricomincio da zero con un'idea meno ambiziosa ma piu' pratica. 
Voglio creare una piattaforma di base per uno Skirmish semplice semplice, partendo dalla mia infatuazione per Crossfire
Servira' a giocare velocemente in uno spazio ridotto senza particolari complicazioni. Si tratta solo di divertimento, niente di piu' complesso. 
Ma le idee ci sono. 
E sono pure tante.
Stamane ho buttato giu' un po' di appunti (vedi foto) imponendomi di non andare oltre una struttura essenziale. La tentazione di prevedere tutto e di piu' era forte, ma ho resistito, conscio che farsi prendere dal TUTTO E SUBITO, sarebbe stata l'anticamera del fallimento istantaneo.
Procedero' a ''cipolla inversa'' (eh eh eh!!!), cioe' partendo da questo nucleo minimo indispensabile di regole, per poi aggiungere gli strati di complessita' e di originalita' che serviranno. 
Creare e' puro divertimento!!!

Ah, a proposito. 
Mi serve un tavolo richiudiblie di almeno 75 cm x 75 cm.





venerdì 28 novembre 2014

Approcci

Il wargame design è come la creazione di una canzone.
C’è chi parte dalla musica e vi adatta le parole e chi invece prima elabora un testo e poi lo riveste con una melodia ritagliata su misura.
Due approcci legittimi.
Due estetiche diverse.

Così, nella creazione dei regolamenti, alcuni autori partono dal contesto generale (per esempio:catena di comando, movimenti tattici, coperture, fuoco, morale, nebbia di guerra, etc. in uno scontro a livello di Plotone durante la WWII, in Europa Occ. dopo lo sbarco in Normandia) per poi elaborare le meccaniche che possano definirlo, interpretarlo  e sintetizzarlo sul tavolo.
Altri autori invece prima elaborano un set rigido di regole di gioco “neutre”, funzionali e super-testate, per poi adattare ad esso la realtà desiderata, con un accurato lavoro interpretativo ex-post.

Il primo metodo, più “passionale” e strettamente legato al background scelto, genera sistemi unici, aperti, altamente emendabili,  ma difficilmente trasponibili sul piano storico-ambientale o su quello dei livelli di comando.
Il secondo metodo, più “rigido”, produce sistemi di gioco piuttosto normativi, ad alta diffusione e spesso seriali (stesse meccaniche collaudatissime per epoche, ambientazioni e/o livelli di comando diversi). 

Due approcci legittimi.
Due estetiche diverse.
Anche per il giocatore.

Non si tratta di giudizi di valore ma di osservazioni empiriche nate per caso dopo la lettura di due must della Osprey sulla WWII (nella foto in basso).
Quando la lettura e la successiva applicazione di un regolamento vengono reinterpretati alla luce della Storia Militare (ben scritta), ciò che avviene su un tavolo da wargame può assumere un significato nuovo.
Più soddisfacente.


lunedì 3 novembre 2014

Subbuteo a 7

Allora! Siamo riusciti a fare un campetto per calcio a 7 da usare tipo Subbuteo. Il panno l'ho trovato in un negozio di articoli casalinghi. L'ho incollato col Vinavil su polistirolo denso 60x90 cm (quello giallastro). I giocatori scorrono sufficientemente bene. I bordi sono di cartone incollato con nastro adesivo. 
Le miniporte fanno parte di un gadget di Topolino. 
Per ora si gioca a regole "molto libere". 
Ma ci si diverte un mondo!


sabato 30 agosto 2014

Il blocco del Wargamer


Anche il wargamer ha il suo “blocco”.
Ma a differenza di quello dello scrittore, è determinato da fattori meno psicologici e più legati alla realtà fattuale.
I fattori realmente determinanti sono 2:
il primo è la mancanza di altri giocatori “in loco” (fa eccezione la gloriosa categoria dei giocatori in solitario);
il secondo è la mancanza di uno spazio decente e facilmente fruibile in cui tenere il materiale in maniera fissa e dove incontrarsi per giocare con una certa costanza (la portabilità, è una pia illusione).
I due fattori sono autoesplicativi.
Tante volte, per esempio, elaboro progetti interessanti, che però non superando la domanda: “e poi con chi/dove gioco?”  perdono senso.
Detto questo, ci sono anche tutta una serie di muri psicologici, dall’indecisione alla mancanza di accordo, dalla differenza di gusto per tipologia di miniature, periodi storici, regolamenti a differenti modalità di approccio all’hobby.
Ma tutti comunque temporalmente conseguenti al fatto che ci sia già qualcuno con cui condividere e un luogo in cui giocare.
Come vedete, non ho considerato la mancanza di tempo, perché penso che sia davvero l’ultimo dei problemi.

Tommies and the wall