martedì 30 dicembre 2008

"Starritto & Starritto"

Il geniale Professor Eustachio STARRITTO e il suo fido cugino, il terribile Generale Gipo STARRITTO!!!


sabato 27 dicembre 2008

Breaking News! by "Petrundez International Chanel!!!"

= BREAKING NEWS=BREAKING NEWS= BREAKING NEWS=BREAKING NEWS=

= by Petrundez International Chanel =

"Esplosioni e colpi di mortaio sono segnalati al confine tra Undez e South Undezia, nella parte occidentale del "Fiume delle Giraffe", diramazione del "Fiume degli Antichi Petrundez", storico confina tra i due popoli. Secondo le prime testimonianze sarebbero rimasti coinvolti i villaggi gemelli di Ghiraffa (Undez) e Giraffa (South Undezia) già evacuati a seguito della Dichiarazione d'indipendenza Undez e della contemporanea rivolta della South Undezia contro le truppe governative Petrane.


In attesa di conoscere lo sviluppo degli eventi, si rammenta che la South Undezia, regione autonoma a maggioranza Undez, ma sotto presidio militare della Fo.Oc. (Petra), reclama da decenni la completa indipendenza.

Zona agricola assai fertile, ricca di foreste e zone collinari, relativamente meno contaminata rispetto al resto del paese, ne rappresenta un serbatoio di beni alimentari, allevamento, pesca e legname.

Il tasso di povertà è comunque molto elevato e la maggior parte della popolazione si addensa lungo il "Fiume delle Giraffe", zona pescosa ma paludosa, dispersa in villaggi dalla struttura sociale piuttosto arretrata.

E' guidata dal Governo Autonomo, attualmente ribelle, del Presidente 'Ddumà Lalàmpa, che ha costituito nei giorni scorsi una Giunta Militare di emergenza chiedendo esplicitamente l'intervento Undez sul proprio territorio.

(news and pictures by Petrundez Press)

I Confini di Foghorn - CAP. 3

La lettura diventava meno piacevole ogni volta che doveva affrontare i commenti del direttore della “Sezione di Socialità” (S.d.S.).
Dovette fare uno sforzo per restare calmo. Era stanco di quella situazione.
Il rapporto sottolineava (come se non fosse già noto), un concetto molto semplice: i Petrundez erano di fatto due popoli, da molti punti di vista. Di fatto non erano mai stati un solo popolo, se non sulla carta di qualche vecchio libro e trattato e nei proclami di qualche stupido sognatore. Testi e personaggi di tempi lontani e di un mondo che era cambiato al di là di ogni attuale ragionevole possibilità di comprensione.
Eppure al popolo si continuava a propinare la solita minestra condita con fumosi concetti di unità, uguaglianza e collaborazione.
"Ipocrisie. Nient’altro che ipocrisie!".
I Petrani erano relativamente privilegiati, e, cosa tipica della natura umana, amavano sentirsi vicini agli Undez ed assaporare meglio la fortuna di aver accesso a servizi migliori, cibi migliori, scuole migliori. Gli Undez pativano un certo ritardo nello sviluppo e nell’organizzazione sociale e, “maledetta natura umana!”, ne accusavano il governo unitario sostanzialmente in mano Petrana.
Il loro “dittatore” (Starritto non trovava un termine più adatto a descrivere Robert Palansky), non amava gli ordini.
Ed ora, addirittura, aveva proclamato l'indipendenza ed aveva abbracciato la causa della South Undezzia.
Si sentì amareggiato.
Nulla si sarebbe potuto fare per svelare i misteri del loro mondo se prima gli Undez non avessero cessato di creare problemi. Ai suoi occhi la situazione era irragionevole ed intollerabile per chiunque avesse a cuore il futuro di quel pezzo malandato di terra.
Ma diamine!
Ogni giorno si facevano passi indietro rispetto alla ricerca scientifica ed allo sviluppo tecnologico e spaventosi passi avanti verso il baratro di un’altra stramaledetta guerra!

La “Sezione di Controllo” (SdC), ed il suo direttore Eginardo Harmubi, col suo stupido nome imperiale e la sua insopportabile mania per le ricerche genealogiche, ci metteva del proprio. Ecco cosa aveva scritto nella sua fredda ed efficace nota conclusiva:
Appare evidente che le forze Fo.Or. (Undez) sono una struttura ben addestrata ed organizzata, quindi potenzialmente pericolosa per la sovranità del governo legittimo, disponendo di armamenti moderni e aggiornati che indicano una produzione locale di buon livello. Lo scontro non va evitato anzi la Fo.Or. va disarmata ed annientata al più presto prima che una vera guerra debba far temere un esito incerto.
Accidenti a questo guerrafondaio! Spocchioso e presuntuoso!
Ma come dargli torto senza rischiare un disastro!?

Starritto era stanco. Temeva il momento delle scelte obbligate.
Sapeva bene che dopo i cataclismi che avevano ridotto il mondo conosciuto al cerchio di nebbie e fenomeni incontrollabili, oggi noti come Foghorn, vi era stata già un’altra Grande Guerra tra Undez e Petra e proprio durante quella guerra erano andati persi documenti ed archivi del grande passato e il loro mondo era inesorabilmente scivolato nell’era oscura che durava ormai da cinque secoli… Forse per uscirne ci voleva un’altra Grande Guerra. Questa volta decisiva.
La sua mente andò subito al suo più fidato collaboratore.
...suo cugino...il Generale Gipo STARRITTO....

venerdì 26 dicembre 2008

Ci sono anche i Tank! (6mm)

Ed infine vennero i Tank!!!
In Crossfire se ne usano pochi, per cui mi sono limitato a 3 per parte!!!

giovedì 25 dicembre 2008

I Confini di Foghorn - CAP. 2

Per Eustachio Starritto quella lettura era un momento di puro piacere.
Eppure era il suo lavoro.
Seduto in poltrona, nella sua abitazione, lontano dalle noie e dagli occhi indiscreti del suo ufficio, si dedicava anima e corpo a quel compito.
Quel giorno, analizzare i rapporti semestrali delle varie sezioni del D.R.A. era stato particolarmente pesante e a tratti tedioso, ma ora poteva leggere le note conclusive dei vari direttori con una visione d’insieme che nessun altro era in grado di avere.
Ogni sei mesi aggiungeva nuovi tasselli a quel puzzle che il suo mondo era diventato e forse un giorno ne avrebbe finalmente colta l’immagine complessiva.
Si sistemò gli occhiali con un gesto istintivo. Accavallò le gambe e, ritrovando la concentrazione, ricominciò a leggere.
La “Sezione del Recupero Tecnologie” (SdR) era alle prese da oltre un anno con il “radar”. Questa volta il direttore sembrava ottimista. A suo dire, un brillante ricercatore, lavorando su una linea di ricerca non tradizionale, aveva deciso di ignorare le componenti elettroniche ed era forse giunto ad un “equivalente” del radar stesso. Ma a Starritto quel “forse” sembrò un modo comodo per chiedere tempo senza esporsi troppo.
Maledetta elettronica… se solo si fosse trovato un qualche manuale di base… era proprio un rompicapo!
Cercò tra i fogli che aveva in mano il rapporto della “Sezione di Elettronica” (SdE), per confrontarlo con quanto aveva appena letto. In esso veniva vantato come maggiore successo degli ultimi sei mesi il fatto interessante, ma piuttosto generico, che alcuni componenti allo studio non sarebbero potuti essere prodotti nell’attuale atmosfera.
Le parole esatte erano: ”…appare evidente che la stampa delle schede e la produzione dei componenti debba avvenire in ambienti la cui atmosfera sia assolutamente priva del particolato e di alcuni gas…”.
Sollevò la testa, si stropicciò gli occhi inserendo pollice e indice sotto le lenti degli occhiali e rimase per qualche secondo a riflettere. La sua mente si soffermava su qualsiasi concetto gli permettesse di fantasticare di mondi lontani e dei vascelli per raggiungerli.

Come poteva non fantasticare dopo aver letto gli affascinanti rapporti della “Sezione di Biologia” (SdB)? Anche questa volta, nuovi e numerosi ritrovamenti di ossa non fossili (meglio dire “cimeli di caccia”), erano prove eclatanti ed inequivocabili di una biodiversità incompatibile con i testi di biologia evolutiva scampati alle distruzioni della “Grande Guerra”. Poteva trattarsi di resti di esseri provenienti da altri pianeti? Perché no? Non era del tutto insensato in quel mondo per lo più sconosciuto. A volte cercava di autoconvincersi a restare con i piedi per terra e dava la colpa di certe fantasticherie alle sue appassionate letture infantili di mondi lontani e incredibili.

Ma quell’idea continuava a pungolarlo, nonostante i suoi sforzi di razionalità.....

I Confini di Foghorn - CAP. 1

L’uomo con la barba incolta batte’ con rabbia il pugno destro sulla sua scrivania di legno. Dopo qualche secondo di silenzio, tuono’:
E’ ora di finirla! Tutto questo e’ intollerabile!”.
Il piccolo gruppo di uomini in uniforme in piedi dinanzi a lui, sembrava incapace di reagire.
Robert Palansky era il Comandante in capo della FO.Or.  Aveva circa quarant’anni ed un’energia inesauribile. Vestiva la sua gloriosa tuta da combattimento, con il giusto carico di nastrini colorati sul petto.
Cosi’ vanno le cose da queste parti. Il Comandante della FO.Or., carica in teoria a nomina governativa, è di fatto destianata agli Undez. Il rischio di rivolta tra le truppe orientali e’ considerato troppo alto perche’ questa regola non scritta possa essere disattesa.
Palansky scruto’ con occhi truci gli uomini del suo staff. Abbasso’ la voce, che si fece piu’ cupa.
Chi credete di prendere in giro! I tempi stanno cambiando troppo rapidamente e noi non possiamo piu’ crogiolarci in questa squallida inerzia.
Si fermo’, chiuse gli occhi per qualche secondo, poi aggiunse scandendo:
E speriamo che non sia troppo tardi!”.
Tempi duri per le alte sfere militari di Undez.

L'incapacità di fare seguire delle iniziative decise e convincenti alla recente Dichiarazione d'Indipendenza (2003) ed ai proclami a favore della Liberazione di South-Undezia, aveva messo davanti agli occhi dell’opinione pubblica amica e nemica, i limiti della preparazione militare.

Gli Ufficiali dello staff uscirono dalla stanza a testa bassa.

Rimasto solo, Palansky sorseggio’ il suo caffe’ caldo. La rabbia e la cupezza, furono immediatamente sostituite da una sorta di lucida e calma soddisfazione. Prese il telefono, allungo’ le gambe poggiando i piedi sulla scrivania e con voce ferma disse all’operatore:
Mi passi Abely, sulla linea riservata”.
La discussione con il Colonnello Abely, Capo della Guardia Speciale fu breve e concisa. Molto probabilmente i due avevano da tempo approntato una sorta di “piano d’emergenza” ed era ormai giunto il momento di metterlo in pratica.
Sarebbero state aumentate le unita’ di ricognizione e controllo al confine, senza dare nell'occhio.
Inoltre, bisognava approntare un piano spionistico per monitorare le attivita’ del D.R.A. (Dipartimento per la Ricerca Archelogica), che a dispetto del nome, si occupava soprattutto di ricerca finalizzata allo sviluppo degli Armamenti. Proprio il ritrovamento di enormi quantita’ di progetti dettagliati riguardanti vecchie armi da fuoco, tanks, caccia, imbarcazioni militari, e molto altro durante gli scavi archeologici voluti dal D.R.A., era stato il punto d’inizio di un forte riarmo negli ultimi decenni, gestito, ovviamente, dal Governo Legittimo situato a Petra.
Palansky e Abely una volta tagliati fuori dal D.R.A., non avevano avuto altra scelta che proclamare l'indipendenza, per anticipare i tempi di una guerra che consideravano, non senza una certa non dichiarata soddisfazione, inevitabile e decisiva.

Soprattutto ora.........

martedì 23 dicembre 2008

"Frammento 3" dal Diario di Pappo Lo Red

".....FOGHORN e’ sconosciuta ed inquietante. Nessuna spedizione e’ mai tornata indietro. Scomparsa un attimo dopo il superamento dei suoi assurdi confini. Non e’ chiaro se cio’ sia collegato con la Grande Catastrofe e con i veleni che ne scaturirono. La realta’ e’ che siamo racchiusi nella nostra grande, piccola gabbia e che tutto il resto ci e’ sconosciuto.
Siamo gli eredi di un Impero leggendario, ridotti ad una societa’ decadente, passata dalla preistoria al presente, senza poter vantare alcun ruolo nella storia.
Una linea di confine non ufficiale, ma infestata di posti blocco e filo spinato, taglia in due da Nord a Sud questa malandata terra, teoricamente unita, democratica e repubblicana. Il tempo (quanto e quale tempo?) non ha dissolto il contrasto interno, specchio dell’antica rivalita’ tra Petra e Undez. A Petra hanno sede il Governo autodefinitosi Legittimo, il Congresso monocamerale, gli organi giudiziari, il D.R.A., di fatto organo potentissimo con una grande influenza sul Governo stesso; il Comando delle Forze di Sicurezza Interna.
L’unica ragione per cui non ha definitivamente cancellato dalla vita pubblica del paese ogni influenza Undez e’ che le Forze di Sicurezza sono pericolosamente incontrollabili. La loro suddivisione funzionale su base regionale in Forza Operativa Occidentale (FO.Oc.) e Forza Operativa Orientale (FO.Or.), le ha di fatto rese due Forze Armate indipendenti, sia logisticamente che operativamente, l’una sotto il controllo del Governo Legittimo, l’altra saldamente in mano al Comandante della FO.Or. per costituzione scelto tra l’etnia Undez, e ormai assurto a capo di una Nazione nella Nazione....."
(dal Diario di Pappo Lo Red)

domenica 21 dicembre 2008

SITO DELLA SETTIMANA!!!!!!!!!

Ragazzi, mi sono appena accorto di essere IL SITO DELLA SETTIMANA su "ACCADEMIA WARGAME", di Riccardo AFFINATI, il più autorevole sito di Wargames Italiano!!! 

 

Ready for fighting...I hope!

Ho terminato i 6mm, finalmente! (e devo dire che il maltempo ha aiutato...)
Eccoli, ancora circondati da colori e cartaccia!
La foto non rende (ma comunque cliccateci su!): sono davvero troppo piccoli per foto decenti e spero non sia difficile distinguerli sul campo di battaglia!!!

A sinistra i Tedeschi, a destra gli Americani: Compagnia di Fanteria, 3 HMG, 1 Osservatore per Mortai (off-table), 1 Plotone di Genieri/Anti-Tank.
Composizione identica per entrambi e poco più che basilare per semplici scenari di Crossfire.

Le basette sono quadrati di 2,5cm di lato. Per cui su un tavolo 60cm x 60cm si possono combattere battaglie normalmente svolte su tavoli di area doppia.

Speriamo di provare presto.
L'esperienza dei 6mm mi è piaciuta, ma devo ammetterlo: sono pratici e utili per chi vuol sbrigarsi e costruire eserciti di massa in breve tempo, ma danno poca soddisfazione estetica se non si è davvero bravissimi!!!


giovedì 18 dicembre 2008

sabato 13 dicembre 2008

"Frammento 2" dal Diario di Pappo Lo Red

"...Io vivo nella zona Orientale, di quel piccolo pezzo di mondo da noi conosciuto e conoscibile. Non abbiamo molte notizie dalla nostra preistoria, se non che ad un certo punto,  accadde qualcosa che travolse il Pianeta (...nel 1945), sconvolgendone gli assetti geologici ed ecologici e riducendone drammaticamente la popolazione umana. Cosa accadde non si sa.
Restano rare tracce, confuse ed incerte che per taluni testimonierebbero l’esistenza, poco prima della Catastrofe, di una sorta di Impero “fagocitante” ogni altra organizzazione sociale del pianeta, a sua volta macroscopico risultato della sanguinosa fusione di due superpotenze tradizionalmente chiamate Petra e Undez. Il “Dipartimento per la Ricerca Archeologica”, il D.R.A., la potente ala autodefinitasi scientifica del “cosiddetto” Governo Legittimo, sostiene con convinzione che la Catastrofe accadde in una fase molto avanzata dell’espansione dell’Impero stesso, fase che lo stava portando con successo alla colonizzazione di altri Pianeti e al Viaggio Dimensionale. Restano qualche cronaca, qualche carta topografica, qualche progetto. Tutto gelosamente secretato dal “Governo Legittimo”, presunto possessore, per il tramite del D.R.A., della “Storia di Petra”, ritrovata per caso, si dice, dopo secoli di ricerche.
Ma perche’ un governo dovrebbe sentire la necessita’ di autodefinirsi “legittimo”? Suona ai piu’, qui da noi, come un maldestro tentativo di nascondere, dietro una parola, una realta’ ben diversa..."
(dal Diario di Pappo Lo Red)

venerdì 12 dicembre 2008

Vignetta

Il mio grande amico Antonio Delluzio, paziente lettore del mio blog, ma soprattutto artista nell'animo e nella pratica, mi ha dedicato questa vignetta. A me piace moltissimo.


giovedì 11 dicembre 2008

Fuori: tempo da lupi!

Il divertimento continua: anche perchè là fuori c'è un tempo da lupi ululanti!!! Scirocco e pioggia!!! Altro che siccità!!!
L'avevo detto che i 6mm mi avrebbero portato fuori dal baratro...eh eh eh!....Ecco in ordine sparso, la mia compagnia di Fanti Tedeschi, dopo aver terminato il dry brush su tutte le basette. Ho preso una decisione: ritoccherò i fanti uno per uno, nonostante tutto. A distanza sono belli, ma a guardarli da vicino .....lasciamo perdere.......ma c'è una tecnica specifica per i 6mm?

mercoledì 10 dicembre 2008

Thanks "Callaghan"


Finalmente sono riuscito a completare la mia "Squadra" prototipo di fanti Tedeschi in 6mm. Ho tribolato un po' per sistemare la basetta "troppo marrone", su cui le miniature sparivano, in una mimetizzazione tragicamente perfetta. Poi finalmente, grazie ai suggerimenti del mio amico Alessandro "Callaghan", grande estimatore delle doti magiche della tecnica del "Dry Brush", ho passato un po' di Giallo di Napoli (è un giallo spento, tipo zabaione) a pennello secco, appunto, e i risultati sono stati ottimi. Meglio la basetta delle miniature..........

Ecco una cosa importante che ho imparato per la prossima volta: dopo aver passato il colore principale dell'uniforme sui soldatini ancora attaccati alle loro striscette da 10, staccali e incollali alla basetta grezza. Solo dopo pensa ai particolari (armi, zaini, viso, ritocchi) e alla vernice trasparente.
Infatti, un sacco di difetti e dimenticanze, si notano solo dopo aver completato la basetta, nella visione dall'alto, quando ormai c'è poco da fare. Forse........

lunedì 8 dicembre 2008

"Frammento 1" dal Diario di Pappo Lo Red

".....cos’e’ questo Luogo? Dal nostro minuscolo angolo di terra abitabile e’ difficile capirlo. Abbiamo ereditato tecnologie di un tempo sconosciuto, ma in maniera del tutto parziale. Conoscenze scientifiche e tecniche non sono che spezzoni del passato. Le infrastrutture, le industrie, semplicemente funzionano: sappiamo come, ma il piu’ delle volte non sappiamo perche’. Cio’ che abbiamo e’ il solo patrimonio che puo’ aiutarci a conoscere ciò che siamo stati e ad evolverci verso il futuro, ma senza maestri ne’ guide. Senza scuole ne’ filosofie. Qualcosa ci ha fatto del male e ci ha ridotto a cio’ che siamo. Sconosciuti a noi stessi. Dense nebbie nere come la pece, scariche elettrostatiche di portata spaventosa, acque tenebrose e venti potenti come esplosioni, sono i nostri confini naturali. L’esplorabilita’ del Pianeta e’ la nostra “Utopia”. Abbiamo cercato faticosamente di trovare il nostro equilibrio ma, cosa siamo? Un’umanita’ avvelenata nel corpo e nella mente, difficile da governare, da nutrire, da organizzare..." (dal Diario di Pappo Lo Red)

sabato 6 dicembre 2008

Freedom for Undez People!!!

(particolare di un volantino di propaganda Undez)

Can you believe it?

I miei primi 6mm...Fanti Tedeschi della WWII...ordinati in un momento di sconforto pittorico, sono arrivati stamane e ne ho già dipinti 10!!!Bè...per essere all'esordio, pensavo peggio!!! (Ehi!! quello blu è un tappo di bottiglia eh!!!, e giù, quello verde è un soldatino 1/72 e la moneta è da 5 cents....tanto per essere chiari sulle proporzioni!!! )


venerdì 5 dicembre 2008

The Undez People Declaration of Indipendence



(Mamorabile Anno 2003) Il Generale Robert "Pappo" PALANSKY, Comandante in Capo delle proprie truppe (di soldatini), veterano di ogni campo di battaglia, DICHIARA l'indipendenza del proprio popolo e si autoproclama Liberatore delle gloriose genti Undez.
"Che tremino i Petrani" ha dichiarato alla folla in delirio, "se non lasciano immediatamente le nostre terre sulle quali mai avrebbero dovuto, senza alcun diritto, posare il loro iniquo e fetente piede!!!".

...in attesa, di veder la luce...

...continuo a dipingere...in modo un po' "naif"....non c'è che dire...ma la tecnica delle spennellate imperfette è rapida e da una realistica sensazione di "uniformi rovinate e infangate".......(si tratta sempre delle miniature 1/72 dei Cinesi per la Guerra di Korea)......




mercoledì 26 novembre 2008

Ho sfiorato il baratro...

Si...ho sfiorato il baratro...
Avevo deciso di appendere i pennelli al chiodo...e usare gli abbondanti acrilici per iniziare a dipingere le pareti di casa.....
Lo avevo deciso dopo aver visto Gipo, giovedì dopo giovedì, tentare di dare il colore di fondo sempre alla stessa miniatura di Fantasy Warriors...un Eroe Orco o Nano, credo,...o un potente Condottiero, non so...
Lo avevo deciso dopo aver realizzato con chiarezza che il vero Eroe, talentuoso e disperato, era proprio lui, il buon Gipo.....
Lo avevo deciso dopo che lui, al mio arrivo in garage, in ritardo per l'inizio dell'abituale battaglia settimanale, aveva esclamato, con un certo delicato pudore, con la schiena china e il pennello ancora sulla sua miniatura: "...speravo che arrivassi ancora più tardi, almeno riuscivo a finire di passare 'sto cavolo di colore di fondo...".



...e poi... affondai ancor più nel vorace senso di inutilità quando, nei giorni a seguire, preso da momentaneo quanto futile entusiasmo pittorico, recuperavo, dal fondo di un vecchio scatolone, una serie completa di 200 miniature 1/72 sulla guerra di Korea. I 4 eserciti, erano tutti rappresentati: Americani, Sud e Nord Koreani e Cinesi....2 Cinesi ho dipinto....anzi 3.

Poi ho mollato....sotto il peso insopportabile di un pensiero: "di questo passo non finisco manco tra un anno..." Ho riappeso i pennelli...ho richiuso gli acrilici ....sto sfiorando il baratro......ma qualcosa mi salverà....lo so...lo vedo..già lo vedo...conto i giorni.......le ore....i minuti..........


lunedì 4 agosto 2008

La prima Battaglia (MdE)

Il primo "test" ha sempre un fascino unico. (cliccare sulle foto per ingrandirle e vedere i particolari)
Si tratta di uno "scenario base" per imparare i meccanismi fondamentali di Manipolo d'Eroi (ma vi prego di non chiamarlo "starter pack"!) che ha portato alla luce alcuni difetti della Versione 0.0 aprendo la strada alla Versione 0.1.
Si tratta dello scontro tra 2 Gruppi di Fanti (WWII), nella fattispecie Tedeschi (a Ovest del tavolo) ed Inglesi (a Est), sopravvissuti ad una precedente battaglia di più grosse dimensioni, riorganizzati e lanciati nel recupero di un obiettivo generico posto al centro di un bosco circondato da pianure, zone rocciose e terreni coltivati, teatro di precedenti scontri e bombardamenti.
Il Campo di Battaglia (Foto 1) è un quadrato 120x120cm con al centro un grosso bosco di forma ovoidale attraversato da muretti a secco
La disposizione e il numero degli altri elementi di terreno (campi arati, altra boscaglia, rocce sparse) è del tutto libera, purchè equilibrata.

Entrambi i contendenti hanno a disposizione uno Schieramento Iniziale di 12 miniature, posizionate entro 8-10 cm dal limite del proprio lato (sempre FOTO 1 Ingrandita) e suddivise in:


  • una Squadra di Fucilieri (4 Fucilieri + 1 Capo Squadra con Pistola);

  • una Squadra di SMG (5 Fanti con Mitra corto + 1 Capo Squadra con Pistola);

  • una HMG (Mitragliatrice Pesante).

  • Dotazione di 5 Bombe a Mano che chiunque può lanciare (anche sempre la stessa miniatura).
Le Condizioni di Vittoria sono il recupero dell'obiettivo generico posto nel centro del bosco alla confluenza tra 2 muretti a secco (io ho usato una monetina da 5 centesimi), il suo trasporto al campo base, cioè fuori dal tavolo dal lato da cui si era partiti, il contenimento delle perdite (per eventuali partite a punti).
"BATTLE REPORT": Gli Inglesi si lanciano subito sull'obiettivo, catturandolo dopo appena mezzora di gioco con la propria Squadra SMG (FOTO 2) protetta dal lato sud del tavolo dalla Squadra Fucilieri e da est dall' HGM.
I Tedeschi, preferendo una tattica attendista, restano con la Squadra Fucilieri e l'HMG all'esterno del bosco a tenere sotto tiro il nemico impossessatosi dell'obiettivo e inviano la Squadra SMG a Nord per aggirare il bosco (FOTO 3), raggiungere il lato di partenza inglese (Est) e impedire il ritorno allo stesso da parte degli Inglesi.
Doppio errore dei tedeschi: innanzi tutto il fatto di restare in campo aperto per tenere sotto tiro il nemico invece di penetrare di forza nel bosco, causa la rapida distruzione della Squadra Fucilieri Tedesca sotto i colpi degli Inglesi (adeguatamente coperti nel bosco); in secondo luogo la scelta dell'aggiramento da nord con la Squadra SMG (gittata limitata) e senza HMG (rimasto con i Fucilieri e subito perso), si rivela poco

efficace, non avendo altri supporti.
Infatti, la Squadra SMG Inglese, temporeggiando nel bosco a protezione dei 5 cents, non solo elimina i malposizionati Fucilieri nemici, ma riesce a guadagnare il tempo necessario affinchè il proprio HMG arretri verso il proprio lato (Est), si apposti dietro una roccia e attenda l'arrivo del nemico proveniente da Nord e costretto ad avanzare lentamente e in campo aperto (FOTO 4). Subito dopo la Squadra SMG, ormai libera dal fuoco nemico può cominciare a trasportare il malloppo verso il proprio Campo Base (Est), adeguatamente coperta dai compagni (FOTO 5 e 6).
La battaglia si impantana per circa un'ora e mezzo, perchè i Tedeschi danno il meglio di sè nello scontro in campo aperto, cercando di abbattere il muro di uomini a protezione dell'obiettivo, ma il numero esiguo delle forze rende l'accanimento inutile e dopo 3 ore complessive di combattimento, gli Inglesi raggiungono il campo Base, perdendo solo 2 miniature e spazzando via completamente quelle nemiche.













In sostanza, questo primo nucleo del Regolamento, copre appena le gesta di pochi fanti senza armi d'appoggio o altro. Questo fatto, insieme a quello "irrealistico" di avere forze esattamente speculari, lo rende ideale per cominciare ma anche per pensare ad un successivo arricchimento (per esempio l'introduzione dei mortai o dei carri). Nonostante tutto non parlerei di incompletezza ma solo di essenzialità. Infatti, possiamo immaginare che lo scontro avvenga tra superstiti di una battaglia più ampia o tra piccoli gruppi di commando infiltrati, simili tra loro per caratteristiche, che devono agire presto e con efficacia.
Per quanto riguarda lo Scenario Base, va rivalutato a "lati del tavolo invertiti" per capire se esistono squilibri significativi nella composizione del campo di battaglia.










sabato 5 luglio 2008

Paranoie del wargamer meridionale

Il wargamer è colui che gioca ai wargames. O almeno così dovrebbe essere. Io sono una "specie particolare" di wargamer, del tipo fortemente meridionale. Questa caratterizzazione geografica (e sociologica...) mi rende creatura molto delicata nell'ambito dell'ecologia wargameistica. Intendiamoci, delicata sì, ma protetta, no.
Il wargamer sudista è un tipo solitario per destino e non ne vuol sapere di ricevere favori.
E d'altra parte, a chi dovrebbe chiederli?
Ho un tavolo su cui combattere le mie battaglie. Ed è pure bello. Ci ho messo tanta cura a realizzarlo: le casette col cartone pressato, gli alberelli con i rametti estirpati agli alberi di Natale, le siepi di spugna verde, di quella per lavare le stoviglie (quella antibatterica, così stiamo tranquilli!).
E poi i prati, i campi coltivati, gli orti, tutto rigorosamete fatto con ritagli di stoffa colorata destinata al macero.
E' bello il mio tavolo. E sono belle anche le mie miniature 1/72. Certo non spettacolari, ma belle. Di quel bello ruspante, con le inevitabili sbavature.
Si, perchè un buon wargamer fa un sacco di cose prima di giocare, mentre il wargamer meridionale fa le stesse cose, tranne giocare.






Ho comprato diversi regolamenti, che poi sono dei libri. E costano più dei libri, perche' devi farteli arrivare per posta. E quasi sempre dall'estero!
Perchè si sa, uno non può bastare: Crossfire, I Ain't Been Shot, Mum, Disposable Heroes & ...., Alto Comando, per la 2^ Guerra Mondiale, King David per le battaglie bibliche, Warhammer Ancient Battles per l'Antico, Fantasy Warriors per il Fantasy. Sono tutti (o quasi) rigorosamente in inglese, quindi ...leggi leggi che mò ti passa! Almeno faccio pratica!
E' inevitabile che il wargamer vada su di giri alla vista di un libro che parli di battaglie e così quando ne trova uno lo compra, a prescindere.
Lui deve essere un pochino "storico" altrimenti di che parla quando parla allo specchio?
E si iscrive a tutti i forum che trattano l'argomento, anche quelli semplicemente modellistici, perchè arriva sempre il momento del "voglio fare l'uniforme precisa e perfetta", altrimenti che cavolo dipingo a fare!!! Tanto varrebbe usare i tappi o i carri armati del Risiko, no?
Che tipo il wargamer!!!
Che topo quello meridionale!!! Topo da garage, visto che lì gioco, col mio unico preziosissimo amico wargamer, che provvede sempre alla stufa d'inverno e alla birra analcolica d'estate(perchè poi si deve tornare a casa)!
Abbiamo preparato un tavolo da battaglia più di due mesi fa...è ancora lì, pronto! Credo che le miniature ormai puzzino di umidità da garage e forse gli acrilici si stanno anche scrostando.
Ma avete idea del tempo che ci vuole a dipingere un fante di 20/25 mm? Ed un intera compagnia?
Stanno tirando le cuoia, i miei soldatini. Senza neanche aver combattuto...

Non sarebbe meglio iscriversi ad una palestra?



venerdì 4 luglio 2008

Andare per la propria strada?

Questo concetto ritorna. Ma che significa davvero? I Regolamenti piu' importanti, soprattutto quelli piu' colorati e costosi, stanno andando davvero per la "propria strada"? A dirla tutta ogni Regolamento contiene in se' qualcosa di un altro e di tanti altri. E in questo non c'e' nulla di male. Anzi: l'evoluzione e' spesso lettura e rilettura, e' accomodamento, e' adattamento, e' semplificazione o amplificazione, e' utile revisione. E' (o dovrebbe essere) prendere cio' che piace per liberarsi di cio' che annoia. Mi sono avvicinato al wargame acquistando d'impulso Crossfire di Arty Conliffe. E' un set di regole WWII a livello di Compagnia, che va davvero per la propria strada, frutto di una sfida provocatoria: creare un wargame che funzionasse senza misurazioni, senza tabelle e senza turni di gioco fissi o stabiliti volta per volta col tiro di un dado. Grazie a tutti questi "...senza...", la mia strada e' stata inevitabilmente segnata e Manipolo d'Eroi deve molto al piu' geniale dei Regolamenti. Quanto meno al suo approccio semplificatorio. Quello nella foto in alto e' uno scorcio del mio ultimo tavolo/scenario per Crossfire (realizzato, ma mai giocato). E' tutto fatto "in casa". Uno dei motivi per cui ho voluto volare piu' in basso rispetto a Crossfire, cercando qualcosa di diverso, e' proprio l'affollamento di elementi scenici. Belli, intendiamoci. Un tavolo per Crossfire generalmente garantisce un certo godimento estetico. Ma conosco i miei limiti. So quanta confusione faccio quando devo tener presenti troppe variabili rappresentate da decine e decine di pezzi di stoffa o di cartone colorati. Trasmettere tali informazioni al cervello, mi richiede fatica e non mi diverte. Per questa ragione fisiologica, vi chiedo perdono, devo proprio volare piu' in basso!

"Manipolo d'Eroi"

"Manipolo d'Eroi" e' un Regolamento per wargame che nasce da una serie di esigenze e di sensazioni strettamente personali:

  • la voglia di giocare pur non avendo molto spazio a disposizione;

  • il desiderio di dipingere miniature pur non avendone il tempo;

  • la gioia di far rivivere i miei vecchi soldatini;

  • l'opportunita' di dare un senso alla mia indomambile fantasia;

  • l'avversione per regole astruse e complicate;

  • la possibilita' di creare occasioni per coinvolgere amici e conoscenti, anche quelli a digiuno di wargames;

  • l'esigenza di risparmiare denaro.
Tempo addietro, approfittando di un prolungato periodo di relax, realizzai che era giunta l'ora delle decisioni irrevocabili e mi gettai, di buona volonta' nell'eterno conflitto tra "giocabilita'" e "realismo/precisione storica", che affligge da sempre ogni generazione di wargamer. "Andro' per la mia strada" mi dissi, "a vantaggio del mio e dell'altrui diletto".
Ma "andare per la propria strada" e' concetto per nulla scontato, soprattutto per il wargamer desideroso di... "farsi i giochi suoi". Ne varra' la pena? Subiro' l'eterna derisione della casta dei "wargamer puristi"? Saro' condannato, dopo giusto processo, all'eterno giogo delle partite a Risiko? Perche', di grazia, un nuovo Regolamento, quando ne esistono migliaia e migliaia, a disposizione di tutti? In parte (la parte prettamente esistenziale), ho risposto con l'elenco precedente. Ci sono pero' ulteriori motivi, di natura tecnica, che vorrei far notare:

  • Volevo un "Regolamento Skirmish", adatto ad un numero esiguo di miniature (diciamo 8-12 per parte), che al contempo non si trasformi in un "quasi gioco di ruolo" in cui ogni miniatura ha nome, cognome, nr. di telefono e indirizzo e-mail annotati su una scheda personaggio;

  • Volevo un "Regolamento Piattaforma", con pochissime classi di armi, pochi lanci di dado, rare misurazioni, istruzioni agili e zero tabelle, che si presti comodamente a successive fasi evolutive.

  • Volevo la liberta' da Tiri Morale, Tiri Salvezza, Tiri Leadership, Tiri Ferita, Tiri al Piattello (come credete che si allenino i miei soldatini...?!);

  • Volevo la liberta' dall'eccesso di elementi scenici che confondono i miei occhi e la mia mente, anche sui tavoli piu' belli;

  • Volevo capire perche' mai 100 abilita' specifiche per ogni miniatura, debbano essere piu' realistiche di poche abilita' medie, distribuite tra tutte.
In alto a destra, in Regolamenti, trovate il file "Manipolo d''Eroi". Se provate a giocare, fatemi sapere. Ricordate che si tratta di una prima bozza, piuttosto carente, ma tutta da sperimentare.