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sabato 23 giugno 2012

Blitz nei Ducati!

Bè gli UNDEZ ce l'hanno fatta, infliggendo una sonora sconfitta ai boriosi Ducati e catturando l'Ufficiale in capo della postazione di confine!!!

Detto questo: la Battaglia è stata più "faticosa" e confusionaria dell'ultima volta. Credo di aver vinto solo ed esclusivamente per un colpo di fortuna in un preciso momento cruciale, con un singolo tiro di dado, e non per abilità tattica.
Ho di nuovo provato un po' di "fastidio" nell'osservare (ed eseguire io stesso), i c.d. "giri del mondo". Ovvero, la possibilità di andare con le proprie Squadre da una parte all'altra del tavolo, indisturbati, in una sola Iniziativa e di farlo e rifarlo ancora, magari nella stessa Iniziativa. 
Questo è un aspetto antipatico del gioco, (concorderà con me l'amico Alex "Callaghan"), sebbene spiegabile razionalmente e facilmente  riconducibile ad un contesto realistico. 
Sia chiaro: chi vuole un gioco più riflessivo, fatto di movimenti graduali, in cui il tavolo è uno spazio percorribile passo dopo passo, lasci perdere Crossfire, che dà pochi punti di riferimento e cambia le carte in tavola continuamente e nel giro di un attimo, lasciando a volte una sorta di...."vuoto interiore"...

Colonna sonora della serata:  "PURE CULT - The Singles 1984-1995" - THE CULT

Il "giro del mondo": in una sola Iniziativa il mio intero Plotone è andato dal punto A (dx) al punto B (sx) (itinerario BLU) ed è tornata indietro proseguendo fino al punto C (in alto) (itinerario ROSSO) senza essere mai bloccato dal nemico.










Ufficiale dei ducati catturato e...ingabbiato!!!


venerdì 22 giugno 2012

I Confini di Foghorn - Cap. 12

Il Presidente Robert PALANSKY era teso.
Non sapeva se fosse la decisione giusta, ma, di sicuro, era la decisione definitiva
"Non si torna indietro", disse, fissando il Gen. PAPPO LO RED, suo cugino, Comandante in Capo della Forza Armata della Repubblica del Popolo Undez, (strutturata in un’unica Armata).
No. Non si tornava indietro. A costo di scatenare il finimondo, bisognava essere determinati.
E spietati.
Del resto, la situazione era diventata troppo instabile.
UNDEZ, nell'ora della ritrovata indipendenza, stava precipitando nella Guerra Civile.
"Il minore dei mali", gli aveva suggerito il leale Gen. Pappo LO RED, "è attaccare a sorpresa i Ducati, e impadronirci della la via più Occidentale alle Interminabili Foreste, prima che il folle Ippocampo la reclami come "sua".......".
E prima o poi, illegale o no, l'avrebbe fatto, facendo leva sulla sua crescente forza militare e la sua popolarità inaspettata.

L'ordine d'attacco fu dato.
Un Commando di Paracadutisti, appoggiato dall'Artiglieria leggera, avrebbe attaccato, alle prime ore del mattino, una postazione avanzata dell'Esercito di Ippocampo IX, posizionata nella zona Est del confine, uno dei passaggi preferenziali per l'estremo Nord.


N.B.
Per questa battaglia useremo lo scenario precedente, sempre a scopo "didattico".
("Deux Fermes - Variante 1)", arricchito nel modo seguente:
i Difensori (Esercito dei Ducati)) usufruiscono dei servigi di 2 SNIPERS, mentre gli Attaccanti (Commando Parà Undez) del supporto di un Mortaio da 50 mm con a disposizione 8 FM (Azioni di Fuoco).

mercoledì 20 giugno 2012

I Confini di Foghorn - Cap. 11

Giunto sull'orlo del baratro, il mondo si era fermato. 
Petra e Undez avevano scelto lo status quo, smettendo alla fine di minacciarsi. 
Il confine tra i due Stati era di nuovo percepito come una muraglia insuperabile. 
Sul proprio territorio, Palansky faticava a gestire le tensioni interne. 
Gli strani movimenti nel Ducato di Logreen e in quello di Lorange, ormai stabilmente unificati nelle mani del truce Ippocampo XI, lo rendevano inquieto (i due Ducati si trovano proprio sulla via per le Interminabili Foreste e per il cantiere scientifico di Nisevyn, luogo strategico fondamentale per gli studi sul Varco).

Intanto la South Undezia, abbandonata precipitosamente da tutti e crollata nel caos economico e sociale, diventava il rifugio ideale delle bandacce di Publio Romano Lorèd.

Cartina politica, tratta dall' "Enciclopedia Universale Undez"

mercoledì 2 settembre 2009

I Confini di Foghorn - Cap. 10

Palansky non sapeva se ridere o disperarsi.
Possibile che un filmato così grossolanamente cinematografico, col suo "fungo atomico d'archivio" e la minaccia dell'apocalisse atomica imminente, potesse influenzare il suo popolo? L'Ufficio Propaganda ne era certo.
La pellicola era stata realizzata in fretta e in furia, riciclando spezzoni di film, documentari e notiziari tratti dagli archivi "pre-storici" requisiti alle sezioni locali del D.R.A.. Nessuno era in grado di collocarli cronologicamente o di dargli un concreto senso storico.
Durante la conferenza stampa seguita alla proiezione (e trasmessa in contemporanea su tutto il territorio nazionale), Palansky provava disagio. Non era fiero di strumentalizzare la buona fede di un popolo martoriato giorno dopo giorno da conflitti senza via d'uscita.
Ma era l'ennesimo prezzo che la sua coscienza doveva pagare per costruire un "futuro" accettabile.
Così, spiegò, bisognava elevare il livello di attenzione ed essere pronti ad ulteriori sacrifici.
"Ecco cosa probabilmente succederà al nostro mondo" disse indicando il fermo immagine del fungo atomico rosso fuoco, proiettato a colori vivaci sulla parete alle sue spalle, "se non agiremo immediatamente e con fermezza per neutralizzare le attività criminali del malvagio nemico Petrano!!!".
Gli applausi scroscianti ed uno share televisivo del 90%, confermarono che ancora una volta aveva recitato efficacemente la sua parte.....

giovedì 23 luglio 2009

I Confini di Foghorn - Cap. 9

Palansky era di nuovo raggiante.
L’impresa di suo cugino, Pappo Lo Red, lo aveva rinvigorito. Si sentiva pieno di risorse e voleva assolutamente sfruttare il momento.
In sole 24 ore erano stati rimandati a casa tutti i Petrani del nord. Finalmente. Il “famelicoD.R.A. (Dipartimento per la Ricerca Archeologica), sul territorio Undez, non esisteva più.
La ricerca era ora nazionalizzata!!!
Convocò gli alti vertici militari, nella sua residenza estiva poco fuori la capitale Quintopia.
Signori” disse con la solita calma delle occasioni ufficiali; “non mi servite più”.
L’aria nella grande sala riunioni era umida e molto calda.
La tensione era palpabile.
I militari (erano una decina circa) si guardarono attoniti, nelle loro uniformi cariche di lustrini.
Il Col. Abely fu il solo a non sorprendersi. Sapeva che anche per lui era finita.
Troppi errori e troppa superficialità avevano trasformato in sconfitta, una vittoria scontata contro gli ex-Ducati….Inammissibile….giustamente inammissibile.
A dire il vero” continuò alzando gradualmente il tono della voce “l’intera FO.Or., col suo ciarpame e le sue complicazioni, non ha più alcun senso. Consideratevi liberi dal servizio. Per sempre…”.
Abbassò la testa sul carteggio che aveva sulla scrivania e non li degnò più di uno sguardo.
Voltarono mestamente le spalle ed uscirono in silenzio. Nessuna protesta.
Rimasto solo, Palansky si fece pensieroso. Era profondamente dispiaciuto per il Col. Abely, suo grande amico e compagno di mille battaglie. Ma non poteva tornare indietro. Lui avrebbe capito.
Passò a pensieri più entusiasmanti.
Il giorno dopo avrebbe fatto promulgare un Decreto di scioglimento delle Forza Operativa Orientale.
Undez era libera e indipendente. Non era più l’Oriente di nulla.
Contestualmente sarebbe nata la Forza Armata della Repubblica del Popolo Undez, strutturata in un’unica Armata, sotto la guida del solo uomo al mondo di cui si fidava ciecamente: Pappo Lo Red. Da ora il Generale Pappo Lo Red!!!
Era l’uomo giusto. Saggio, leale, capace di guidare i suoi uomini alla vittoria. Un talento naturale. Avrebbe scelto lui il suo staff.
Restò seduto ancora un po’, mentre prendeva appunti disordinati su un foglio di carta bianco. Per sé avrebbe tenuto la sola carica di Presidente della Repubblica, che già gli garantiva il controllo totale grazie ad un quanto mai previdente diritto di veto sulle decisioni del Congresso.
Andiamo avanti” pensò “andiamo avanti..:”.

"Frammento 5" dal Diario di Pappo Lo Red

".....gli echi della sconfitta sono giunti fin qui.
E con essi l’ordine perentorio di entrare in azione, senza attendere oltre.
Un passo in avanti. Finalmente. Qualcosa di utile da fare.
Non mi piace essere prepotente con i miei simili.
Non mi piace affatto.
Mi consolo pensando che il nostro scopo primario è agire per un bene superiore.
Per innalzare il livello etico di questa società confusa e stanca.
E per questo obiettivo, non si possono avere esitazioni.
Ho fiducia, nonostante tutto. Nonostante gli anni di solitudine e di silenzio.
Sono bastate 24 ore per dare una scossa, ancora una volta, alla storia.
Appena 3 Squadre, stavolta scelte solo ed esclusivamente da me.
I miei uomini!
Qualcuno ha mugugnato.
Qualcuno mi ha guardato con aria di sfida.
Qualcuno mi ha dato una pacca sulla spalla.
Tutti hanno agito al meglio delle loro capacità. E forse oltre. Uno accanto all’altro.
Abbiamo preso, identificato, isolato ed immediatamente accompagnato oltre confine, oltre il fiume, ogni Petrano ancora presente nel Cantiere di Nisevyn e nei Laboratori circostanti.
Qualcuno ha opposto resistenza…… Non mi piace fare il prepotente con i miei simili….
Non mi piace affatto…..
Alle tre del mattino l’operazione era conclusa. I Cantieri sono ora ufficialmente e integralmente nostri.
“Non c’è più traccia di Petrano” riferisco a Robert Palansky sulla linea riservata.
La seconda Freccia ha colto nel segno” mi dice compiaciuto e calmo “Fiducia ben riposta” aggiunge, dopo qualche secondo di silenzio.
Forse mi studia.
Non faccio commenti.
Semplicemente ringrazio e torno al mio posto, pronto a combattere per la mia terra e per provare a non soccombere a questo continuo senso di vuoto…..”

(Dal Diario di Pappo Lo Red, Comandante "Secret Special Forces")

Campagna dell'Anno 1.000 - La Mappa

La Mappa della mitica "Campagna dell'Anno Mille"...quella originale......



mercoledì 22 luglio 2009

I Confini di Foghorn - Cap. 8

Qualcosa non era andato per il verso giusto.
Il Blitz improvviso contro il quartier generale del Duca di Logreèn era fallito.
Le truppe nemiche non erano sembrate per nulla sorprese e non si erano fatte intimidire dai soldati Undez.
La prima delle tre "Frecce" del piano di Palansky, considerato fino a quel momento vincente e risolutivo, non aveva centrato il bersaglio e si era infranta sul muro della sconfitta.
Gli ex Ducati erano ancora lì, purtroppo, nelle mani di un Ippocampo XI più furbo e attrezzato del previsto.
Accigliato, continuò a fissare il suo piano confrontandolo con i rapporti arrivati dal campo di battaglia. Era preoccupato ma non sembrava aver perso la fiducia.
Tutt’altro.
Per Palansky non esistevano fallimenti, ma solo “risultati” da cui trarre insegnamento, esperienza e nuova motivazione.
Bisognava reagire immediatamente!
Ma come? Continuando come se nulla fosse e provare a “scoccare” le altre due "frecce" tracciate nel piano o prendere tempo e valutare con calma le reazioni del Congresso e dell’opinione pubblica?
Chi era dalla sua parte? E chi, invece, gli avrebbe voltato le spalle al primo segno di debolezza?

martedì 21 luglio 2009

Attacco a sorpresa (2^ Parte)

Ecco la situazione sul campo di battaglia, alla ripresa della battaglia.

I soldati UNDEZ (Inglesi) tentano a più riprese l'assalto All'HMG nemico che si dimostra molto impreciso........


.....finchè il Capo Squadra Undez non si lancia in un'azione eroica con lancio di granate colpendolo gravemente ma rimanendo inevitabilmente ucciso!



Intanto, dopo almeno 5 o 6 turni di continui scontri a fuoco, anche il Vice Capo Squadra Undez viene eliminato.
La battaglia è finita. I soldati del Ducato di Logrèen sorprendono il mondo respingendo il blitz Undez.
Bravo Gipo!!! Nonostante i dadi, bisogna ammetterlo, non ti siano stati per nulla amici!!!

giovedì 16 luglio 2009

Attacco a sorpresa (1^ Parte)

Finalmente torniamo a giocare nel garage di Gipo!


Nonostante il caldo e lo spazio limitato, si sta bene. Ripetiamo il piccolo scenario che avevo fatto in solitario (quello dell'attacco alla casetta). Gipo tiene i Tedeschi io gli Inglesi e simuliamo un attacco-lampo a sorpresa di Commandos Undez in territorio del Ducato di Logreen, come prima parte di un piano più ampio approntato da R. Palansky (vedi Cap. 7 dei "Confini di Foghorn", nel post precedente).
Scusate l'incoerenza nell'uso delle nazionalità dei soldatini opposte rispetto alla battaglia precedente, ma.... non ci stavamo "badando"!!!

Gipo schiera i suoi a difesa della "casetta". Sembra voler sfruttare pienamente i muretti a secco!
I "miei" si allineano dalla parte opposta, già divisi in due Sezioni. Il Tank parte in "quarta"!


Il mio Tank entra troppo presto nella Linea di Tiro del Bazooka nemico schierato sul lato destro dello schieramento (mio errore per troppa foga!!!). Distrutto immediatamente!!!




Dal lato opposto, con un assalto fortunato, metto in crisi le difese nemiche provocando diverse perdite.

Dopo un'ora di gioco e circa 5 o 6 turni, la situazione è ancora tutta da decidere!!! Ma è tardi e dobbiamo andare. Riprenderemo la stessa battaglia Lunedì. Ah i vantaggi del garage!!!!!

martedì 14 luglio 2009

I Confini di Foghorn - Cap. 7

Il piano era pronto.
Semplice, essenziale, risolutivo.
E soprattutto avrebbe anticipato le mosse dei troppo macchinosi nemici.
Le alte temperature estive non intaccavano la concentrazione di Palansky, mentre su un grande foglio dispiegato sulla scrivania ne studiava le fasi di realizzazione.
Ringraziò sé stesso per aver anticipato di qualche mese la più imponente mobilitazione militare e popolare dai tempi che precedettero la Grande Guerra e, soprattutto, di averlo fatto con la giusta discrezione.
Con una matita nera tracciò con tratto fermo 3 frecce sul foglio.
Poi sorrise e alzò il telefono, mentre dal cassetto più in basso tirava fuori una vecchia pubblicazione tutta sgualcita: “Sir Edgar Palansky – History of Blitzkrieg”.

domenica 12 luglio 2009

I Confini di Foghorn - Cap. 6

Chissà se qualcuno se ne era accorto.
Palansky, sorridendo, pensò che l’unico in grado di capire qualcosa di ciò che stava accadendo era il suo nemico più pericoloso, ma più rispettabile: Eustachio Starritto.
Una mente raffinata. Profonda.
Ma Starritto era lontano, troppo preso dai problemi generali di Petra, per potersi soffermare sulle… minuzie.
Questo non diminuiva affatto la sua pericolosità.
Gli mancava gente in gamba come Starritto.
Sono circondato da idioti”, pensò, senza perdere la calma.
Bisognava far presto. I confini tremavano e da un momento all’altro ci si poteva trovare immersi in una guerra terribile.
Un’altra.
Bisognava al più presto prendere il controllo dell’intero territorio.

Il dopo elezioni era stato apparentemente quieto. Ogni gruppo politico aveva preso il suo posto nel Congresso della Repubblica e aveva cominciato a lavorare.
Ippocampo VIII Logreen Leader del R.U.G.A. si era reso conto troppo tardi e con inevitabile rassegnazione, che Palansky non era il benefattore atteso, ma solo un cinico stratega, che stava legando al proprio laccio amici e nemici.
Cinico, ma efficace.
Nulla aveva fatto per evitare che, subito dopo le elezioni, il suo fratello usurpatore, Ippocampo XI Logreen invadesse l’ormai ex-ducato di Lorànge impossessandosene in pochi giorni.
Molte immagini, secretate al pubblico, dimostravano addirittura la presenza di Commandos della "South Undezia Liberation Army", notoriamente appoggiate dall’esercito Undez, combattere accanto alle truppe regolari del Ducato di Logreen. Chi le aveva fatte passare? Chi le addestrava?
Possibile che Palansky sfruttasse uno spietato dittatore, suo acerrimo nemico da tempi immemori, avversario dichiarato e indomito di ogni concetto repubblicano, il cui fratello e predecessore, per desiderio di pace, sedeva nel suo stesso Congresso, per cancellare il debole ed inoffensivo ex Ducato di Lorànge?
Si. Possibile.
Anzi, probabile.
E quale sarebbe stato il prossimo passo?


NELLA FOTO, TRUPPE REGOLARI DEL "Ducato di Logreen" (a sinistra) VENGONO ADDESTRATE DA COMMANDOS DEL "South Undezia Liberation Army" (a destra) - Archivio Fotografico del Congresso del Popolo Undez.

giovedì 9 luglio 2009

Campagna dell'Anno 1.000

(CAMPAGNA PER "EROE SOLITARIO")


Tra i monti e le vallate di una terra antica, sferzata dalle fredde bore del nord e carezzata dalle umide e calde correnti meridionali, vivono le genti Undez e le genti Petrane, sparse in 7 Città dette “I Sassi del Creatore” poiché la tradizione vuole siano state gettate sul pianeta dal Creatore stesso, per decretarne la sorte (gettare sassi in terra per leggerne gli auspici è il tradizionale rito di vaticinio in uso tra i Petrani).
In verità sono poco più che grossi villaggi, fondati all’epoca dei primi insediamenti agricoli nella grande e fertile Valle del Fiume Antico, naturale protezione da predatori selvaggi e dall’eterna lotta tra umani per la sopravvivenza.
I due popoli prevalsero sugli altri, lottando duramente per la conquista delle posizioni migliori, e passando secoli a guerreggiare per un palmo di terra fertile o un tratto di fiume pescoso.
Le “7 Città” furono distrutte e ricostruite innumerevoli volte, passando di mano in mano da un decennio all’altro, in una lotta tanto naturale quanto irrazionale.
Nell’anno 1.000, atteso con impazienza e terrore dal popolo ammaliato dalle secolari profezie apocalittiche o liberatorie di maghi e sacerdoti, 3 città appartengono al Regno degli Undez (Undez, Dunez e Zendu) guidato da Re Roberto, 3 a quello di Petra (Petra, Aren e Assor), guidato da Re Ergi’N’Dardo mentre la settima, posta all’estremo Sud, è un porto franco, luogo di sosta e di passaggio di gente poco raccomandabile, di razze diverse e spesso sorprendenti, provenienti da altre terre vicine e lontane, per commerciare, spiare, delinquere.
E’ Guaskonha, controllata da bande violente di trafficanti, avventurieri, mercenari e spie, dette “Bieche Gilde”.
L’eterna lotta tra Undez e Petra è la loro più grande debolezza. Sufficientemente abili e forti nell’arte guerresca da preservare il loro territorio dai rari attacchi esterni, sono del tutto incapaci di espanderlo.
Solo un mitico “unificatore” potrà farne un solo popolo, pronto finalmente ad oltrepassare i propri ristretti confini per inseguire il sogno dell’espansione e dell’esplorazione. Ma per arrivare a questo, tutte e 7 le città dovranno obbedire ad un solo capo e ad un solo unico grande ideale.
Ma molti, troppi, si sentono “unificatori”……

domenica 22 febbraio 2009

Invasione!!!

"Le truppe del Ducato di Logreen, con un'azione coordinata lungo tutto il confine, in direzione Nord-Sud, hanno invaso il territorio del Ducato di Lorànge occupando la maggior parte dei punti strategici, con azioni di Commando appoggiate da Mezzi Corazzati.

Di seguito la documentazione fotografica della Battaglia".
Ho usato la versione BETA del mio nuovo Regolamento "Manipolo d'Eroi 2", in cui ho aggiunto regole per i Mezzi Corazzati, per l'Addestramento, il Morale e l' Efficienza.

MdE2, che sarà disponibile su questo Blog nei prossimi mesi, è nettamente migliorato anche in termini di giocabilità e chiarezza delle regole, senza perdere la sua vocazione alla semplicità.


La battaglia è avvenuta il "solitario" e vale come play-test per eventuali sviluppi futuri. L'uso della nazionalità delle miniature è arbitrario e adattato al mondo di Foghorn.


Truppe Logreen: 1 Squadra di Fanti Regolari, 1 Commando di Truppe Speciali, 1 Tank (Inglesi e Italiani WWII).



Truppe Lorànge: 1 Squadra di Fanti Veterani, 2 Tank (Tedeschi WWII).






venerdì 30 gennaio 2009

BREAKING NEWS!!! ELECTION DAY!!!

"Comunichiamo, in anteprima, i risultati definitivi delle prime elezioni democratiche per il Congresso della Repubblica Undez:

FR.AZ.AP. : 30%
GRU.G.N.U.: 28%
A.V.F.: 23%
R.U.G.A.: 19%
Le elezioni si sono svolte regolarmente, a parte un tentativo di sabotaggio di un seggio elettorale da parte di un gruppo di facinorosi, sedicente "VARCUS FANATICUS", subito arrestati dalle forze di sicurezza. Tra di loro un certo Ghip DYZANZIP, in possesso di sospetti documenti petrani." (by Undez News Chanel).

venerdì 23 gennaio 2009

I Confini di Foghorn - CAP. 5

Palansky chiuse gli occhi.
Bisognava trovare il modo di trarre vantaggio dal caos in cui Undez si trovava.
"Mantenere la calma e tenere unito il paese", pensò, a dispetto dei venti di guerra sempre più minacciosi e della frammentazione territoriale.
La possibile soluzione giaceva da anni in un cassetto della sua scrivania. Lo aprì e tirò fuori un fascicolo dalle pagine satinate:
"Progetto per una società politica avanzata", lesse ad alta voce, forse per essere più convincente con sè stesso.
Decise, finalmente, che era la via da seguire.

Il paese si sarebbe dotato di un Congresso monocamerale i cui rappresentanti sarebbero stati votati a suffragio universale. Negli anni precedenti il suo Ufficio Politico aveva lavorato alacremente per individuare e coptare le personalità più adatte alla realizzazione dell'idea.
Erano nati quattro gruppi associativi informali di riferimento a cui, pian piano, era stata data l'opportunità di crescere organizzativamente e di diffondersi sul territorio.
Sarebbero stati loro a dividersi i seggi del Congresso.

Il "Fronte di Azione Antipetrana" (FR.AZ.AP.): affidato all'amico Col. Abely, interpretava lo spirito repubblicano e indipendentista di Palansky stesso. Sarebbe diventato il supporto democratico alle politiche presidenziali, calamitando la partecipazione della parte di popolo più sensibile ai sentimenti antipetrani.

Gli "Amici del Varco Futuro" (A.V.F.): movimento animato dai "Teorici del Varco", studiosi e modernizzatori, convinti assertori della possibilità di oltrepassare i confini di Foghorn. Palasky era sempre stato scettico e continuava ad esserlo, soprattutto ora che il movimento stava assumendo inquietanti connotazioni pseudoreligiose. Si narrava di veri e propri pellegrinaggi alla volta delle "Interminabili Foreste". A volte sembravano una setta di invasati. Ma proprio per questo, potevano rivelarsi molto utili alla causa.
Il loro potenziale di influenza sull'opinione pubblica era davvero enorme.

Il "Raggruppamento Unitario delle Genti Antiche" (R.U.G.A.): affidato all'esule IPPOCAMPO VIII Logreen, avrebbe dovuto raccogliere le adesioni di quella parte di ex Nobiltà stanca dell'assurdo comportamento dei "Duchi Pappi", in cambio di una certa influenza politica all'interno della repubblica.

Infine, il "Gruppo per la Grande Nazione Undez" (GRU.G.N.U.): movimento ben organizzato, guidato da quella parte di diplomazia Undez vicina alle esigenze della South Undezia di cui puntava a portare nel nuovo Congresso, esigenze e aspettative. Questo coinvolgimento sia pur indiretto della South Undezia, con l'implicito benestare del suo leader 'Ddumà Lalàmpa, apriva la strada alla futura unificazione politica e territoriale e tagliava fuori ogni possibilità di replica a chi si fosse illuso che l'alleanza anti-petrana fosse un viatico all'indipendenza della South Undezia.
Palansky fece le comunicazioni di rito e nel giro di poche ore la TV annunciò che per circa un mese si sarebbero tenute le prime elezioni libere per il Congresso del popolo Undez.

Palansky era soddisfatto. Un altro progetto stava per realizzarsi nelle sue mani.
Era tempo di dare una parvenza di "democrazia" alla sua repubblica indipendente!

giovedì 22 gennaio 2009

I Confini di Foghorn - CAP. 4

Quintopia, la capitale di Undez, sei anni fa. GENNAIO 2003.
Durante lo storico discorso al Violet Stadium, Robert Palansky, acclamato dalla folla, emanò il Repubblicanissimo Proclama, mettendo fuori legge su tutto il territorio Undez, i titoli nobiliari e i diritti di possesso territoriale da essi derivanti.
La decisione, spettacolare quanto improvvisa, non fu senza conseguenze, essendo il paese basato su un sistema a struttura essenzialmente feudale.
Il consenso popolare che ne derivò, legittimò Palansky a procedere alla pacificazione forzata di alcune zone ed alla requisizione, spesso solo nominale, di terre e possedimenti.
Rivolte, guerre intestine e azioni dimostrative di varia natura, considerate inevitabili, furono tenute sotto controllo, nonostante tutto.
L'oratoria populista di Palansky fece del caos controllato una precisa scelta tattica e del vittimismo popolare un'onda travolgente da cavalcare senza pudore. Lotte tra fazioni e piccole rivoluzioni popolari, organizzate ad arte, si rivelarono più utili della pace a scovare ed eliminare i nemici più pericolosi e gli amici meno accomodanti.
Sei anni sono un tempo troppo breve per comprendere con chiarezze le conseguenze delle proprie scelte, ma sufficiente a guardare indisturbato i propri avversari manipolati scontrarsi, per un futuro che non potranno mai neanche immaginare.
La Rivista di Geopolitica Petrundez, nell'ultima edizione congiunta, distingue i 3 Rami principali del Casato dei Duchi “Pappi”, i quali, nei secoli precedenti alla Grande Guerra, avevano rappresentato il nucleo centrale del potere Undez e si erano divisi, non senza frequenti deroghe alla pace familiare, il controllo del territorio, contribuendo non poco al ritardo di sviluppo rispetto a Petra.
Sopravvissuti all'avvento dell'ultima era repubblicana e democratica dei Petrundez mantenendo privilegi territoriali in cambio di un invisibile quanto efficace controllo sociale, diventarono il bersaglio preferito di Palansky sin dalla sua nomina a Comandante della Fo.Or..
Legati a vetuste tradizioni sociali e militari e tagliati fuori dalle nuove scoperte tecno-archeologiche, non erano più né una classe politica locale affidabile né una minaccia credibile, per cui era tempo di disfarsene per il bene comune.

In seguito al proclama, il Duca Pappo Lorèd, il più lungimirante e realista dei 3, dichiarò immediatamente la sua lealtà incondizionata alla Repubblica, assoggettandosi alle scelte del popolo e di Palansky.
Iniziò da quel momento una brillante carriera militare che lo portò all'attuale incarico nelle Special Secret Forces. Nessuna meraviglia destò la tempestività delle sue decisioni, essendo Pappo cugino di Palansky e suo consigliere fidatissimo dai tempi della Scuola Militare, nonostante Palansky fosse stato ripudiato con disonore dalla casa dei Lorèd, per la sua adesione incondizionata alla repubblica.
Resta attualmente una sacca di resistenza non precisamente localizzata, che agisce clandestinamente intorno alla capitale, Quintopia, guidata da Publio Romano Lorèd, altro cugino di Pappo, autoproclamatosi reggente.

Molto più complessa è la situazione negli altri due ex-ducati, confinanti e situati nell'estremo Nord, i quali continuano ad esercitare incontrastati un forte controllo sul territorio, sia pur in maniera del tutto illegale.
Nel Nord-Ovest, è localizzato il l'ex Ducato di Lorànge. Nominalmente retto dall'anziano e debole Pappatacio Laerte, è terra di eterne lotte, divisa tra i signorotti locali, e caratterizzata dal mantenimento di una struttura anacronisticamente feudale con una popolazione di contadini-soldati. Ai margini del tempo, è vittima di una sanguinosa faida per la successione, di cui non si comprende l'utilità.
Nel Nord-Est, l'ex Ducato di Logreen è nelle mani dell'aggressivo Ippocampo IX, succeduto con un colpo di stato al fratello Ippocampo VIII, ora esule, quando questi, imitando la scelta repubblicana di Pappo Lorèd stava per cedere ogni potere alla Repubblica. Dittatore sanguinario e coriaceo, ha fatto della violenza e dell'imposizione la sua via alla sopravvivenza ed alla modernizzazione.


sabato 17 gennaio 2009

Baracca

Abitazione povera fotografata in una Bidonville nel Nord di Undez........
(Cartone, Colla vinilica e...nient'altro!!!)

venerdì 9 gennaio 2009

"Frammento 4" dal Diario di Pappo Lo Red

“Fu come svegliarsi da un lungo sonno.
Improvvisamente tutto divenne reale.
Fuori c’era la pioggia. Sottile, leggera, snervante.
L’ordine di intervento immediato, urlato a squarciagola, ruppe la noia e il silenzio.
In fretta, ci fu riferito che al Confine nord, nell’area delle “Interminabili Foreste”, una compagnia di fanteria, male addestrata, guidata da ufficiali alle prime armi, era caduta in una sanguinosa imboscata.
L’imperizia, il dilettantismo e il fattore sorpresa erano costati decine di uomini.
Toccava a noi intervenire sul posto, indagare, ed eventualmente agire.
La notizia era però trapelata. “Strano incidente”, lo definivano i media. “Piccola scaramuccia” lo etichettarono le autorità, lanciando velate ma inequivocabili accuse nei confronti della bande paramilitari di Predoni che infestano la zona, usando come pretesto presunte ambizioni indipendentiste.
Fummo paracadutati di notte, in assetto da guerra. In poche ore giungemmo sull’obiettivo designato, lo mettemmo in sicurezza, interrogammo i soldati superstiti e concludemmo che l’attacco era avvenuto durante un normale pattugliamento notturno a difesa di escavatori, generatori di corrente elettrica e materiale da costruzione, lungo il sentiero che collega l’installazione militare di Bobosìka con il cantiere scientifico di Nìsevyn. Poche miglia di marcia su una striscia di rocce e fango ghiacciato, soffocata da alberi tetri e opprimenti. Una trappola naturale.
Assolutamente nulla, invece, potevamo dire sull’identità degli assalitori.
Ma preservare la verità non è poi così utile.
Almeno non quanto tentare di salvare la faccia dopo aver mostrato ancora una volta, la nostra vulnerabilità al nemico. Chiunque esso sia.
Ingenui. Troppo ingenui.
Palansky non resterà a guardare.
Il Cantiere di Nìsevyn è, senza dubbio alcuno, la priorità assoluta.
Nell’ultimo ventennio, una lenta ma costante diminuzione dell’"Attività Anomala" del Confine Nord era stata rivelata proprio in corrispondenza del settore delle "Interminabili Foreste".
L’obiettivo era trovare il modo di rallentarla più rapidamente.

I “teorici del Varco”, scienziati visionari ma affidabili, erano convinti che la penetrazione delle orride nebbie non fosse più un’utopia.
Era solo una questione di tempo.
Dopo la nostra inaspettata Dichiarazione d’Indipendenza, la questione diventava urgente e drammatica.
Il Cantiere di Nìseryn è diventato la ragion d’essere di Undez.
Per questo motivo ora siamo qui noi.
Per custodirlo e difenderlo. E per sopravvivere.
Alla gloria del popolo Undez”.


(Dal Diario di Pappo Lo Red, Comandante "Secret Special Forces")